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Quando arrivano i fondi di un bando vinto?

Il vostro growth advisor aziendale ha dedicato il bando di finanziamento perfetto per la vostra organizzazione, avete appurato di soddisfare tutti i requisiti, avete inviato il progetto all’ente finanziatore e avete ottenuto il finanziamento. E ora? Quando riceverete i fondi ottenuti? Il momento di erogazione dei fondi dipende dal tipo di bando, dall’ente gestore e dall’entità dell’importo, ma la maggior parte delle casistiche rientra nei seguenti punti: 1- Erogazione alla rendicontazione Nella maggior parte dei bandi per aziende, i contributi a fondo perduto coprono solo parzialmente le spese di progetto e sono erogati alla fine dello stesso, previa rendicontazione delle spese ricevute. Per questo gli imprenditori che intendono effettuare investimenti sfruttando i vantaggi della finanza agevolata devono, in molti casi, essere pronti a vedere uno scarto di alcuni mesi tra il provvedimento di aggiundicamento e l’effettiva erogazione dei fondi. 2- Anticipo + saldo Questa formula è diffusa sia nei bandi per aziende che per associazioni, e consiste nell’erogazione di una prima tranche di contributi all’aggiudicazione del bando per poi procedere al saldo una volta terminato il progetto. Questa modalità è pensata per fornire ai beneficiari parte della liquidità necessaria alla realizzazione dell’investimento. 3-  Erogazione alla concessione del contributo Questa opzione è quasi sempre riservata ai bandi per associazioni, per permettere la realizzazione di progetti anche agli enti che non avrebbero la possibilità di anticipare l’intero costo dell’iniziativa. Anche i finanziamenti a tasso agevolato per imprese sono erogati alla concessione del contributo. 4- Credito d’imposta Il credito d’imposta ha meccanismi di funzionamento diversi rispetto ai contributi a fondo perduto. Innanzitutto, non esiste una procedura di assegnazione dei fondi, ma ogni beneficiario che rientra nei requisiti può automaticamente beneficiare delle agevolazioni. In secondo luogo, i contributi non vengono erogati, ma vanno a diminuire l’ammontare delle imposte dovute al fisco.   Il mondo della finanza agevolata presenta molteplici sfaccettature e ciascuna organizzazione può trovare la tipologia di bandi più adatta al raggiungimento dei suoi obiettivi. Contatta il nostro ufficio e raccontaci della tua impresa per scoprire quali fanno al caso vostro.

I finanziamenti agevolati per PMI

Nell’ambito dei bandi nazionali di finanziamento rivolti a Piccole e Medie Imprese, si distinguono quelli che offrono crediti d’imposta, contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato. Questi ultimi rappresentano una risorsa vitale per il tessuto economico italiano. Questi strumenti di finanza agevolata sono progettati per sostenere le PMI nel loro percorso di crescita e innovazione, offrendo loro l’opportunità di accedere a capitali a condizioni favorevoli. Rispetto ai bandi che concedono contributi a fondo perduto, quelli di finanziamento a tasso agevolato prevedono solitamente stanziamenti maggiori per progetti innovativi più onerosi o spalmati su diverse annualità. I finanziamenti a tasso agevolato hanno condizioni più vantaggiose rispetto ai prestiti tradizionali, con tassi di interesse nulli o inferiori al mercato e spesso con periodi di grazia prima dell’inizio della restituzione. Ecco alcuni esempi di enti che offrono ciclicamente finanziamenti a tasso agevolato: Simest Molti dei bandi offerti da Simest coniugano contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Ad esempio il bando Fiere 2023 ha offerto un finanziamento della durata di 4 anni allo 0.5% più un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili di progetto. Fondo EnERgia Il fondo EnERgia offre ciclicamente finanziamenti a tasso zero sul 75% delle spese ammissibili per progetti di efficientamento energetico delle imprese, fino a 1 milione di euro. Il restante importo è finanziato a un tasso pari all’euribor a 6 mesi + spread massimo del 4,99%.

Le fiere internazionali

Le fiere internazionali rappresentano una vetrina di portata mondiale per aziende e professionisti che desiderano espandere la loro rete commerciale, presentare innovazioni e rafforzare il proprio brand. In un mondo sempre più globalizzato, queste manifestazioni assumono un ruolo cruciale nel tessuto economico e culturale dei paesi ospitanti e dei partecipanti. L’Importanza delle Fiere Internazionali Le fiere internazionali sono molto più di semplici eventi commerciali; sono piattaforme dinamiche dove si intrecciano relazioni professionali, si scambiano conoscenze e si forgiano alleanze strategiche. Per le aziende partecipanti, una fiera internazionale può significare l’accesso a nuovi mercati, la possibilità di incontrare faccia a faccia clienti e fornitori, e l’opportunità di osservare da vicino le tendenze del settore e la concorrenza. Quali fiere si qualificano come internazionali? Le fiere internazionali non sono necessariamente svolte all’estero. Anche determinate fiere allestite in Italia rispondono ai criteri di fiera internazionale (Certificazione ISO 25639). L’elenco di queste è consultabile sul portale Calendario Fiere Internazionali 2024. Questa categorizzazione può sembrare superflua, ma risulta di particolare importanza nell’ambito della finanza agevolata, dove spesso solo le aziende che partecipano a fiere certificate come internazionali possono ottenere contributi a fondo perduto per sostenere i loro piani di penetrazione sui mercati esteri. Networking e Collaborazioni Uno degli aspetti più stimolanti delle fiere internazionali è il networking. Professionisti da tutto il mondo si riuniscono in un unico luogo, condividendo idee, progetti e visioni. Questo ambiente collaborativo è il terreno fertile per nuove partnership e collaborazioni che possono trascendere i confini nazionali e dare vita a progetti innovativi e di successo. Innovazione e Tecnologia Le fiere internazionali sono spesso all’avanguardia in termini di innovazione e tecnologia. Gli espositori sfruttano queste occasioni per lanciare nuovi prodotti e servizi, sperimentando in tempo reale le reazioni del pubblico e dei potenziali acquirenti. Per i visitatori, è un’occasione unica per scoprire le ultime novità e rimanere aggiornati sulle evoluzioni del proprio campo. Il Futuro delle Fiere Internazionali Il futuro delle fiere internazionali sembra orientato verso una maggiore integrazione tra esperienza fisica e digitale. La pandemia di COVID-19 ha accelerato questo processo, mostrando come le tecnologie virtuali possano ampliare la portata e l’accessibilità degli eventi. Le fiere sono oggi sempre più ibride e combinano il meglio dei mondi fisico e digitale per creare esperienze ancora più coinvolgenti e produttive.

Le differenze tra ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche)

Le ASD e le SSD sono due forme giuridiche che consentono di svolgere attività sportive, ma presentano alcune differenze significative, nonostante, in finanza agevolata, possano spesso avere accesso alle medesime opportunità di finanziamento. In questo blog post, esploreremo le caratteristiche distintive di entrambe le strutture. 1. ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) Le ASD sono enti non commerciali che promuovono lo sport dilettantistico. Ecco alcune delle loro principali caratteristiche: Senza Scopo di Lucro Le ASD devono operare senza scopo di lucro. La pratica sportiva è al centro delle loro attività, e qualsiasi guadagno deve essere reinvestito nell’associazione stessa. Responsabilità Patrimoniale I soggetti che agiscono a nome e per conto dell’associazione sono personalmente responsabili dal punto di vista patrimoniale. Ciò significa che, in caso di controversie o richieste di risarcimento, i beni personali dei membri dell’ASD possono essere coinvolti. Partecipazione Democratica Le ASD devono essere gestite in modo democratico. Le decisioni importanti riguardanti l’associazione vengono prese attraverso un processo partecipativo che coinvolge tutti i membri. 2. SSD (Società Sportiva Dilettantistica) Le SSD, a differenza delle ASD, possono essere società di capitali o cooperative. Vediamo le loro caratteristiche principali: Autonomia Patrimoniale Le SSD godono di autonomia patrimoniale. Ciò significa che il patrimonio dell’ente è separato da quello dei soci. In caso di controversie o debiti, la responsabilità dei soci è limitata al capitale conferito. Responsabilità Limitata dei Soci A differenza delle ASD, i soci delle SSD non sono personalmente responsabili per l’ente. La loro responsabilità è circoscritta alla quota di capitale che hanno investito. Proprietà e Gestione Le SSD sono società di capitali senza scopo di lucro. La proprietà dell’ente è detenuta dai soci che possiedono la quota di maggioranza del capitale sociale. Questo consente una maggiore flessibilità nella gestione e nell’organizzazione delle attività.

Il “Piano transizione 5.0”

Il nuovo decreto “Piano transizione 5.0”, approvato lo scorso febbraio dal Consiglio dei Ministri, incoraggia gli investimenti nella digitalizzazione e transizione green delle imprese italiane. Il meccanismo di incentivazione è quello dei crediti d’imposta.  Il piano è finanziato, per il biennio 2024-2025, con ben 13 miliardi di euro. Tra gli investimenti finanziati rientrano: investimenti in beni materiali e immateriali, volti a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili spese per la formazione dei dipendenti per acquisire le competenze necessarie al rinnovamento dei processi di digitalizzazione e transizione energetica Il vantaggio fornito dai meccanismi del credito d’imposta consiste nel non dover partecipare a bandi. Il contributo, inteso come compensazione del credito spettante, è automaticamente assegnato alle imprese beneficiarie. Altro aspetto interessante è che la misura non discrimina in base alla dimensione dell’impresa e alla collocazione geografica. 

Come si partecipa ai bandi europei a fondo perduto?

I bandi europei per l’assegnazione di contributi a fondo perduto rappresentano un’opportunità di investimento agevolato per aziende e associazioni difficilmente ignorabile. Queste risorse sono distribuite tra gli Stati Membri attraverso iniziative quali il Recovery fund. Per comprendere quali bandi selezionare e come partecipare a bandi europei a fondo perduto è bene prima esplorare il loro meccanismo di funzionamento. Fondi europei diretti vs. fondi europei indiretti La prima considerazione da fare quando si è alla ricerca di opportunità per l’ottenimento di contributi a fondo perduto è quale ente gestisce i fondi a disposizione. Una parte delle risorse stanziate per i contributi a fondo perduto è gestita direttamente dalla Commissione Europea attraverso le sue Direzioni Generali. Questo tipo di bandi è utilizzato per progetti di investimento ad altissimo budget, ed è normalmente rivolto a consorzi europei di aziende. La maggior parte delle PMI italiane troverà finanziamenti più congrui alle proprie dimensioni nella categoria dei fondi europei indiretti. Queste risorse, pur con la stessa provenienza, vengono gestite a livello nazionale, regionale, o provinciale. Un esempio di ente nazionale adibito alla gestione dei fondi europei è Invitalia, agenzia governativa italiana costituita come società per azioni e partecipata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze. Come partecipare ad un bando Individuare il bando giusto a cui partecipare può rappresentare una sfida per aziende che non hanno un team di lavoro interno dedicato alla finanza agevolata. Risulta difficile, infatti, monitorare costantemente i siti web degli enti alla ricerca dell’occasione perfetta. La soluzione ideale per PMI alla ricerca di opportunità di investimento agevolato attraverso i contributi a fondo perduto europei è rappresentata dai consulenti specializzati in materia. Abifin aiuta micro, piccole e medie aziende sul territorio nazionale a raggiungere il loro pieno potenziale attraverso l’accesso a contributi europei a fondo perduto. Raccontaci il tuo progetto, ti assisteremo nella compilazione della domanda di finanziamento e nella rendicontazione delle spese.

Gli errori tipici nella compilazione delle domande di finanziamento

Una lettura superficiale dei bandi e delle loro condizioni di agevolazione può portare a risultati molto spiacevoli. Il peggiore tra questi è investire tempo e denaro nella compilazione di una domanda che, per negligenza o approssimazione, non può essere ammessa al finanziamento. Ecco alcuni degli errori più comuni da evitare durante la compilazione di una domanda di contributo: Investimento non finanziato dal bando: Uno degli errori più frequenti è quello di riportare tra le spese voci non finanziabili. Per questo è importante conoscere nel dettaglio le spese ammesse da ciascun bando assicurandosi che coincidano con il progetto che volete realizzare. Dimensioni aziendali: Molti bandi sono riservati a Micro, Piccole o Medie Imprese. Queste categorie sono individuati da parametri rigidi, come il fatturato, il numero di dipendenti, e l’analisi delle quote di partecipazione aziendale. Business plan carente: La compilazione di un business plan accurato, che descriva nel dettaglio le modalità di realizzazione del progetto proposto è il punto cardine della quasi totalità dei bandi più appetibili per le aziende. Un business plan approssimativo è uno dei motivi più frequenti di non ammissione. Documentazione mancante: Può sembrare banale, ma prima dell’invio della domanda è bene assicurarsi che tutta la documentazione sia presente e compilata secondo quanto previsto dal bando. Lo stesso vale in fase di rendicontazione. Investimento minimo: Molti bandi prevedono un investimento minimo di progetto. Questo per le aziende è quasi sempre considerato come esente iva. Per questo occorre fare attenzione al computo totale delle spese inserite per l’ottenimento del contributo a fondo perduto.

Come effettuare la rendicontazione di progetti finanziati tramite fondi pubblici

I fondi pubblici sono fondamentali per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo o innovazione che non potrebbero essere realizzati con fondi privati a causa della loro natura ad alto rischio e incertezza. Tuttavia, una volta che il progetto è stato finanziato, ci sono alcuni passaggi importanti che devono essere seguiti per rendicontare correttamente i fondi pubblici utilizzati e garantire la trasparenza nella gestione del progetto. Conoscere le regole di rendicontazione Il primo passo per rendicontare correttamente un progetto finanziato da fondi pubblici è conoscere le regole di rendicontazione imposte dall’ente che concede il finanziamento. Le regole possono variare a seconda del tipo di progetto, quindi è importante leggere attentamente i documenti contrattuali e le linee guida. In generale, si richiede la documentazione di tutti i costi sostenuti per il progetto, diretti e indiretti, e che vengano fornite le giustificazioni necessarie per dimostrare che tali costi sono stati effettivamente sostenuti per la realizzazione del progetto. Effettuare un’analisi del budget Una volta note le regole di rendicontazione, è importante effettuare un’analisi del budget del progetto. Ciò consentirà di capire quale parte dei fondi pubblici è stata spesa e quali costi devono ancora essere sostenuti per completare il progetto. Durante l’analisi del budget, qualora venissero identificati eventuali costi non ammissibili, è importante assicurarsi che vengano eliminati. Inoltre, è opportuno tenere traccia di eventuali deviazioni dal budget iniziale e individuare le cause di tali deviazioni. È bene ricordare che l’importo finanziato sarà adeguato ai costi effettivamente presentati solo al ribasso: nel caso in cui le spese siano inferiori all’importo preventivato in fase di progetto, si avrà infatti un conseguente decremento del contributo stanziato.  Documentare i costi sostenuti Una volta che l’analisi del budget è stata completata, risulta necessario documentare tutti i costi sostenuti per il progetto. Ciò include la registrazione delle fatture e dei documenti di spesa, la tenuta di registri di pagamento e la documentazione delle attività svolte e degli orari di lavoro. In generale, è opportuno conservare tutta la documentazione a supporto dei costi sostenuti per il progetto per un periodo di almeno cinque anni. Presentare la rendicontazione Una volta che la rendicontazione è stata verificata e corretta, è possibile presentarla al finanziatore. Ciò può essere fatto tramite posta elettronica o attraverso una piattaforma digitale online fornita dall’ente finanziatore. È importante presentare la rendicontazione nei tempi previsti e rispettare le procedure necessarie per l’invio dei documenti. Conclusioni La rendicontazione corretta dei progetti finanziati da fondi pubblici è un passaggio fondamentale per garantire la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici e la corretta utilizzazione delle risorse stanziate. Conoscere le regole di rendicontazione imposte dal finanziatore, effettuare un’analisi del budget, documentare i costi sostenuti, verificare la rendicontazione e presentare la rendicontazione nei tempi previsti sono tutti passaggi fondamentali per una rendicontazione corretta e trasparente. In questo modo, non solo si garantisce la corretta utilizzazione dei fondi pubblici, ma si proteggono anche i propri interessi e quelli del progetto finanziato.

Cosa è il RUNTS

Il RUNTS (Registro Unico del Terzo Settore) è un registro nazionale che raccoglie informazioni sulle organizzazioni non profit attive in Italia. È stato istituito dalla legge 11 agosto 2014, n. 112, che ha definito le regole per la creazione e la gestione del registro. L’obiettivo principale del RUNTS è quello di creare un sistema di monitoraggio e tracciabilità degli enti del terzo settore. In questo modo, sarà possibile avere una panoramica completa delle attività svolte dalle organizzazioni del terzo settore e delle loro fonti di finanziamento. Il RUNTS è gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e si basa sulla condivisione di dati e informazioni tra le organizzazioni del terzo settore e le istituzioni pubbliche. Per essere registrati al RUNTS, le organizzazioni del terzo settore devono rispondere a specifici requisiti e criteri di accesso. In particolare, devono: Essere organizzazioni non profit Svolgere attività di interesse pubblico, sociale, culturale, educativo, ambientale, sanitario o di solidarietà internazionale Non avere finalità di lucro Essere iscritte al registro delle imprese o ad altri registri pubblici rilevanti L’iscrizione al RUNTS è volontaria, ma offre numerosi vantaggi alle organizzazioni del terzo settore. Ad esempio, le organizzazioni registrate al RUNTS possono accedere a finanziamenti pubblici e privati, partecipare a bandi e iniziative pubbliche, avere maggior visibilità e credibilità nei confronti del pubblico e delle istituzioni. In conclusione, il RUNTS rappresenta un importante strumento di monitoraggio e trasparenza per le organizzazioni del terzo settore, che possono così presentarsi come enti affidabili e riconosciuti a livello nazionale. La registrazione al registro è importante per avere accesso alle opportunità per migliorare il lavoro del terzo settore nel paese.

Enti gestori: Invitalia, SIMEST, Fondazione con il Sud

La totalità dei bandi pubblici di finanziamento a fondo perduto ha provenienza europea, ma queste risorse vengono spesso gestite da enti nazionali, regionali o locali. In questo articolo parleremo di tre enti gestori di fondamentale importanza per la promozione e lo sviluppo dell’innovazione all’interno delle PMI e associazioni italiane. Invitalia Invitalia è l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia. L’agenzia dà impulso alla crescita economica del Paese, punta sui settori strategici per lo sviluppo e l’occupazione, è impegnata nel rilancio delle aree di crisi e opera soprattutto nel Mezzogiorno. Invitalia eroga fondi e incentivi a supporto dello sviluppo di attività imprenditoriali già esistenti, e della nascita di nuove imprese e start up innovative. Simest  SIMEST è la società del Gruppo CDP che dal 1991 sostiene la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività. Azionisti sono Cassa Depositi e Prestiti, che la controlla al 76%, e un nutrito gruppo di banche italiane e associazioni imprenditoriali. SIMEST supporta la crescita e l’export delle imprese italiane nel mondo.  Fondazione con il Sud  La Fondazione CON IL SUD è un ente non profit privato nato il 22 novembre 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, cioè percorsi di coesione sociale e buone pratiche di rete per favorire lo sviluppo. La Fondazione sostiene interventi esemplari per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.