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	<title>Abifin</title>
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	<description>Finanza agevolata per imprese ed associazioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Jul 2025 09:55:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Abifin</title>
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	<item>
		<title>Rating di legalità</title>
		<link>https://abifin.it/rating-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Sforzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 09:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è il rating di legalità Si tratta di uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un “riconoscimento” indicativo del rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business. Perché richiederlo Tutte le aziende che conseguono il rating di legalità possono fruire di una serie di vantaggi. Il primo si esplica sul piano reputazionale. Il secondo è riconducibile ai benefici previsti in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario. Chi può chiederlo Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese (sia in forma individuale che societaria) che soddisfano cumulativamente i seguenti requisiti: • sede operativa in Italia; • fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello della domanda; • iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni alla data della domanda; • non essere destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive, salvo che ne sia sospesa la relativa efficacia; • non essere stati condannati per reati previsti dal D.lgs. 231/2001 (responsabilità degli enti); reati tributari; reati in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; reati di cui agli articoli 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355, 356, 512-bis, 629 e 644 c.p.; reato di bancarotta fraudolenta; reato di cui all’art. 2, commi 1 e 1-bis del D.L. 12 settembre 1983, n. 463 (mancato versamento ritenute previdenziali e assistenziali); • non avere ricevuto l’avvio dell’azione penale ai sensi dell’art. 405 c.p.p. per delitti aggravati ai sensi dell’art. 416-bis.1 c.p. • non essere destinatari di provvedimenti di condanna dell’Autorità e della Commissione europea per illeciti antitrust gravi, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating, salvo il caso di non imposizione o riduzione della sanzione amministrativa pecuniaria, in seguito alla collaborazione prestata nell’ambito di un programma di clemenza nazionale o europeo; • non essere destinatari di provvedimenti di condanna dell’Autorità per pratiche commerciali scorrette divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating; • non essere destinatari di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Cos&#8217;è il rating di legalità</strong></h3>
<p>Si tratta di uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un “riconoscimento” indicativo del rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.</p>
<h3><strong>Perché richiederlo</strong></h3>
<p>Tutte le aziende che conseguono il rating di legalità possono fruire di una serie di vantaggi. Il primo si esplica sul piano reputazionale. Il secondo è riconducibile ai benefici previsti in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.</p>
<h3><strong>Chi può chiederlo</strong></h3>
<p>Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese (sia in forma individuale che societaria) che soddisfano cumulativamente i seguenti requisiti:<br />
• sede operativa in Italia;<br />
• fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello della domanda;<br />
• iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni alla data della domanda;<br />
• non essere destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive, salvo che ne sia sospesa la relativa efficacia;<br />
• non essere stati condannati per reati previsti dal D.lgs. 231/2001 (responsabilità degli enti); reati tributari; reati in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; reati di cui agli articoli 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355, 356, 512-bis, 629 e 644 c.p.; reato di bancarotta fraudolenta; reato di cui all’art. 2, commi 1 e 1-bis del D.L. 12 settembre 1983,<br />
n. 463 (mancato versamento ritenute previdenziali e assistenziali);<br />
• non avere ricevuto l’avvio dell’azione penale ai sensi dell’art. 405 c.p.p. per delitti aggravati ai sensi dell’art. 416-bis.1 c.p.<br />
• non essere destinatari di provvedimenti di condanna dell’Autorità e della Commissione europea per illeciti antitrust gravi, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating, salvo il caso di non imposizione o riduzione della sanzione amministrativa pecuniaria, in seguito alla collaborazione prestata nell’ambito di un programma di clemenza nazionale o europeo;<br />
• non essere destinatari di provvedimenti di condanna dell’Autorità per pratiche commerciali scorrette divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating;<br />
• non essere destinatari di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuove imprese, Resto al Sud, Smart&#038;Start: tre bandi Invitalia</title>
		<link>https://abifin.it/nuove-imprese-resto-al-sud-smartstart-tre-bandi-invitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 13:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Invitalia è l&#8217;agenzia controllata dal Ministero dell&#8217;Economia e deputata a sostenere la nascita di nuove imprese e la crescita delle PMI in Italia. L&#8217;ente ricopre un ruolo fondamentale nel panorama della finanza agevolata in quanto eroga i fondi nazionali ed europei destinati alle imprese. Invitalia pubblica continuamente nuovi bandi, ma alcune linee di finanziamento rimangono costanti nel tempo o subiscono poche modifiche negli anni. In questo articolo analizziamo tre bandi di Invitalia sempre aperti fino ad esaurimento delle risorse: Nuove imprese, Resto al Sud, Smart&#38;Start. On &#8211; Oltre nuove imprese a tasso zero Questo bando prevede incentivi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero rivolti a giovani under 35 e donne di tutte le età che intendono realizzare progetti imprenditoriali. Il contributo arriva a coprire fino al 90% delle spese di progetto ammissibili per un importo fino a 3 milioni di euro. Resto al Sud Il bando Resto al Sud è finalizzato alla nascita e allo sviluppo di imprese nelle regioni del Centro-Sud Italia e isole, infatti i candidati, obbligatoriamente under 56,  dovranno essere residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), nelle isole minori marine del Centro-Nord, nonché in quelle lagunari e lacustri (guarda l’elenco delle isole). L&#8217;incentivo si rivolge ad imprese costituite, imprese in fase di costituzione e liberi professionisti, e copre il 100% delle spese di progetto, offrendo il 50% a fondo perduto e il 50% tramite finanziamenti a tasso zero. Smart&#38;Start Il bando Smart&#38;Start di Invitalia si rivolge alle start-up innovative, offrendo loro finanziamenti a tasso zero per investimenti ad alto tasso tecnologico e di innovazione. La percentuale di finanziamento può arrivare all&#8217;80% delle spese di progetto ammissibili, o al 90% in caso di impresa femminile, giovanile o con un socio in possesso di titolo di dottore di ricerca. I Growth Advisor Abifin indirizzano ogni giorno le imprese verso i bandi più adatti al raggiungimento dei loro obiettivi di crescita. Contattaci oggi per parlare con il tuo Growth Advisor.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/nuove-imprese-resto-al-sud-smartstart-tre-bandi-invitalia/">Nuove imprese, Resto al Sud, Smart&#038;Start: tre bandi Invitalia</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Invitalia è l&#8217;agenzia controllata dal Ministero dell&#8217;Economia e deputata a sostenere la nascita di nuove imprese e la crescita delle PMI in Italia. L&#8217;ente ricopre un ruolo fondamentale nel panorama della finanza agevolata in quanto eroga i fondi nazionali ed europei destinati alle imprese. Invitalia pubblica continuamente nuovi bandi, ma alcune linee di finanziamento rimangono costanti nel tempo o subiscono poche modifiche negli anni. In questo articolo analizziamo tre bandi di Invitalia sempre aperti fino ad esaurimento delle risorse: Nuove imprese, Resto al Sud, Smart&amp;Start.</p>
<h2><strong>On &#8211; Oltre nuove imprese a tasso zero</strong></h2>
<p><a href="https://abifin.it/bando/on-oltre-nuove-imprese/">Questo bando</a> prevede incentivi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero rivolti a giovani under 35 e donne di tutte le età che intendono realizzare progetti imprenditoriali. Il contributo arriva a coprire fino al 90% delle spese di progetto ammissibili per un importo fino a 3 milioni di euro.</p>
<h2><strong>Resto al Sud</strong></h2>
<p>Il bando <a href="https://abifin.it/bando/resto-al-sud-2-0/">Resto al Sud</a> è finalizzato alla nascita e allo sviluppo di imprese nelle regioni del Centro-Sud Italia e isole, infatti i candidati, obbligatoriamente under 56,  dovranno essere residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), nelle isole minori marine del Centro-Nord, nonché in quelle lagunari e lacustri (guarda l’elenco delle isole).</p>
<p>L&#8217;incentivo si rivolge ad imprese costituite, imprese in fase di costituzione e liberi professionisti, e copre il 100% delle spese di progetto, offrendo il 50% a fondo perduto e il 50% tramite finanziamenti a tasso zero.</p>
<h2><strong>Smart&amp;Start</strong></h2>
<p>Il bando Smart&amp;Start di Invitalia si rivolge alle start-up innovative, offrendo loro finanziamenti a tasso zero per investimenti ad alto tasso tecnologico e di innovazione. La percentuale di finanziamento può arrivare all&#8217;80% delle spese di progetto ammissibili, o al 90% in caso di impresa femminile, giovanile o con un socio in possesso di titolo di dottore di ricerca.</p>
<p>I <a href="https://abifin.it/growth-advisor/">Growth Advisor</a> Abifin indirizzano ogni giorno le imprese verso i bandi più adatti al raggiungimento dei loro obiettivi di crescita. <strong><a href="https://abifin.it/contatti/">Contattaci oggi</a></strong> per parlare con il tuo Growth Advisor.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/nuove-imprese-resto-al-sud-smartstart-tre-bandi-invitalia/">Nuove imprese, Resto al Sud, Smart&#038;Start: tre bandi Invitalia</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Von der Leyen e il &#8220;Clean Industrial Deal&#8221;</title>
		<link>https://abifin.it/von-der-leyen-e-il-clean-industrial-deal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ursula von der Leyen, delineando davanti al Parlamento UE il suo programma per il secondo mandato a capo della Commissione Europea, non ha mancato di parlare di aiuti alle imprese. Tra le priorità indicate emerge con forza la competitività delle imprese europee, le quali negli ultimi anni hanno affrontato shock inediti a livello globale, come la pandemia e i conflitti in corso. Riconoscendo il ruolo centrale delle Piccole e Medie Imprese nel tessuto economico dell&#8217;Unione Europea, von der Leyen ha rilanciato il proposito di fornire incentivi più efficaci e alleggerire il carico burocratico che grava sulle PMI. In particolare, la Presidente della Commissione Europea ha parlato di un nuovo &#8220;Clean Industrial Deal&#8221; da realizzare nei suoi primi 100 giorni di mandato, che possa proiettarsi oltre gli attuali piani di investimento NextGenerationEU e conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con quelli di industrializzazione del Vecchio Continente. Secondo quanto dichiarato, il piano vuole semplificare i processi di ottenimento dei fondi da parte dei Paesi Membri, concentrandosi in particolare sulle industrie energivore, che più di tutte hanno sofferto i rincari del costo dell&#8217;energia dovuti al mutato assetto geopolitico degli ultimi anni. A prescindere dal settore, secondo von der Leyen l&#8217;entità degli aiuti agli investimenti dovrà crescere, per garantire agli Stati Membri un rinnovato livello di competitività e capacità produttive. Non in ultimo, l&#8217;ambito high-tech e AI dovrà essere sempre più &#8220;Made in Europe&#8220;. Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen preconfigurano una stagione di nuovi e importanti investimenti per l&#8217;innovazione nell&#8217;industria e per la promozione della competitività delle MPMI italiane. In questo quadro, l&#8217;accesso agli incentivi risulta sempre più cruciale, ed è per questo che i Growth Advisor Abifin sono a disposizione delle aziende per aiutarle a cogliere le opportunità più in linea con i loro obiettivi di crescita a breve, medio e lungo termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/von-der-leyen-e-il-clean-industrial-deal/">Von der Leyen e il &#8220;Clean Industrial Deal&#8221;</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ursula von der Leyen, delineando davanti al Parlamento UE <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/statement_24_3871">il suo programma</a> per il secondo mandato a capo della Commissione Europea, non ha mancato di parlare di <strong>aiuti alle imprese</strong>.</p>
<p>Tra le priorità indicate emerge con forza la <strong>competitività</strong> delle imprese europee, le quali negli ultimi anni hanno affrontato shock inediti a livello globale, come la pandemia e i conflitti in corso. Riconoscendo il ruolo centrale delle Piccole e Medie Imprese nel tessuto economico dell&#8217;Unione Europea, von der Leyen ha rilanciato il proposito di fornire incentivi più efficaci e <strong>alleggerire il carico burocratico</strong> che grava sulle PMI.</p>
<p>In particolare, la Presidente della Commissione Europea ha parlato di un nuovo &#8220;<strong>Clean Industrial Deal</strong>&#8221; da realizzare nei suoi primi 100 giorni di mandato, che possa proiettarsi oltre gli attuali piani di investimento NextGenerationEU e conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con quelli di industrializzazione del Vecchio Continente. Secondo quanto dichiarato, il piano vuole semplificare i processi di ottenimento dei fondi da parte dei Paesi Membri, concentrandosi in particolare sulle industrie energivore, che più di tutte hanno sofferto i rincari del costo dell&#8217;energia dovuti al mutato assetto geopolitico degli ultimi anni.</p>
<p>A prescindere dal settore, secondo von der Leyen l&#8217;entità degli aiuti agli investimenti dovrà crescere, per garantire agli Stati Membri un rinnovato livello di competitività e capacità produttive. Non in ultimo, l&#8217;ambito high-tech e AI dovrà essere sempre più &#8220;<strong>Made in Europe</strong>&#8220;.</p>
<p>Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen preconfigurano una stagione di nuovi e importanti investimenti per l&#8217;innovazione nell&#8217;industria e per la promozione della competitività delle MPMI italiane. In questo quadro, l&#8217;accesso agli incentivi risulta sempre più cruciale, ed è per questo che i <strong><a href="https://abifin.it/growth-advisor/">Growth Advisor</a></strong> Abifin sono a disposizione delle aziende per aiutarle a cogliere le opportunità più in linea con i loro obiettivi di crescita a breve, medio e lungo termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/von-der-leyen-e-il-clean-industrial-deal/">Von der Leyen e il &#8220;Clean Industrial Deal&#8221;</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Zona Economica Speciale (ZES) Unica</title>
		<link>https://abifin.it/la-zona-economica-speciale-zes-unica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 13:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° gennaio 2024 è istituita la Zona Economica Speciale Unica (ZES Unica). Questo ambizioso progetto unifica le precedenti otto Zone Economiche Speciali in un’unica struttura amministrativa, coprendo le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ma cosa significa esattamente questa trasformazione e quali sono i benefici attesi per le imprese e l’economia locale? Cos’è una Zona Economica Speciale? Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche delimitate dove le imprese possono beneficiare di condizioni fiscali e amministrative favorevoli per incentivare gli investimenti e lo sviluppo economico. Queste zone offrono vantaggi come crediti d’imposta, semplificazioni burocratiche e agevolazioni fiscali per attrarre nuove attività imprenditoriali e sostenere quelle esistenti. La Nascita della ZES Unica Il decreto-legge n. 124/2023 ha sancito la creazione della ZES Unica, unificando le precedenti ZES frammentate in un’unica entità amministrativa. Questa riorganizzazione mira a massimizzare l’impatto competitivo del Mezzogiorno a livello internazionale, valorizzando il potenziale produttivo delle regioni coinvolte. Obiettivi della ZES Unica Attrarre Investimenti: La ZES Unica mira a creare un ambiente favorevole per gli investimenti, offrendo incentivi fiscali e semplificazioni amministrative per le imprese che scelgono di stabilirsi o espandersi nel Mezzogiorno. Sviluppo Economico: Promuovere lo sviluppo economico delle regioni meridionali, riducendo il divario con il resto del paese e migliorando la competitività delle imprese locali. Creazione di Opportunità di Lavoro: Favorire la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso l’insediamento di nuove imprese e l’espansione di quelle esistenti. Innovazione e Sostenibilità: Incentivare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale, promuovendo investimenti in settori strategici come l’energia rinnovabile, la digitalizzazione e la ricerca scientifica. Vantaggi per le Imprese Le imprese che operano all’interno della ZES Unica possono beneficiare di una serie di agevolazioni, tra cui: Crediti d’Imposta: Le aziende possono ottenere crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, come macchinari, impianti e attrezzature. Semplificazioni Amministrative: Procedure burocratiche più snelle e tempi di istruttoria ridotti per ottenere le autorizzazioni necessarie. Agevolazioni Fiscali: Riduzioni fiscali per le imprese che investono in progetti di sviluppo e innovazione. La Struttura di Missione ZES Per garantire il successo della ZES Unica, è stata istituita una Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questa struttura è responsabile del coordinamento e della gestione delle risorse destinate agli interventi strumentali alla realizzazione della Missione 5 Componente 3 (M5C3) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La creazione della Zona Economica Speciale Unica rappresenta un’opportunità unica per il Mezzogiorno di rilanciare la propria economia e attrarre nuovi investimenti. Grazie alle agevolazioni fiscali, alle semplificazioni amministrative e al supporto della Struttura di Missione ZES, le imprese hanno ora a disposizione un ambiente favorevole per crescere e innovare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° gennaio 2024 è istituita la Zona Economica Speciale Unica (ZES Unica). Questo ambizioso progetto unifica le precedenti otto Zone Economiche Speciali in un’unica struttura amministrativa, coprendo le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ma cosa significa esattamente questa trasformazione e quali sono i benefici attesi per le imprese e l’economia locale?</p>
<h2>Cos’è una Zona Economica Speciale?</h2>
<p>Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche delimitate dove le imprese possono beneficiare di condizioni fiscali e amministrative favorevoli per incentivare gli investimenti e lo sviluppo economico. Queste zone offrono vantaggi come <strong>crediti d’imposta</strong>, semplificazioni burocratiche e agevolazioni fiscali per attrarre nuove attività imprenditoriali e sostenere quelle esistenti.</p>
<h2>La Nascita della ZES Unica</h2>
<p>Il decreto-legge n. 124/2023 ha sancito la creazione della ZES Unica, unificando le precedenti ZES frammentate in un’unica entità amministrativa. Questa riorganizzazione mira a massimizzare l’impatto competitivo del Mezzogiorno a livello internazionale, valorizzando il potenziale produttivo delle regioni coinvolte.</p>
<h2>Obiettivi della ZES Unica</h2>
<ul>
<li><strong>Attrarre Investimenti</strong>: La ZES Unica mira a creare un ambiente favorevole per gli investimenti, offrendo incentivi fiscali e semplificazioni amministrative per le imprese che scelgono di stabilirsi o espandersi nel Mezzogiorno.</li>
<li><strong>Sviluppo Economico</strong>: Promuovere lo sviluppo economico delle regioni meridionali, riducendo il divario con il resto del paese e migliorando la competitività delle imprese locali.</li>
<li><strong>Creazione di Opportunità di Lavoro</strong>: Favorire la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso l’insediamento di nuove imprese e l’espansione di quelle esistenti.</li>
<li><strong>Innovazione e Sostenibilità</strong>: Incentivare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale, promuovendo investimenti in settori strategici come l’energia rinnovabile, la digitalizzazione e la ricerca scientifica.</li>
</ul>
<h2>Vantaggi per le Imprese</h2>
<p>Le imprese che operano all’interno della ZES Unica possono beneficiare di una serie di agevolazioni, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>Crediti d’Imposta</strong>: Le aziende possono ottenere crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, come macchinari, impianti e attrezzature.</li>
<li><strong>Semplificazioni Amministrative</strong>: Procedure burocratiche più snelle e tempi di istruttoria ridotti per ottenere le autorizzazioni necessarie.</li>
<li><strong>Agevolazioni Fiscali</strong>: Riduzioni fiscali per le imprese che investono in progetti di sviluppo e innovazione.</li>
</ul>
<h2>La Struttura di Missione ZES</h2>
<p>Per garantire il successo della ZES Unica, è stata istituita una Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questa struttura è responsabile del coordinamento e della gestione delle risorse destinate agli interventi strumentali alla realizzazione della Missione 5 Componente 3 (M5C3) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>
<p>La creazione della Zona Economica Speciale Unica rappresenta un’opportunità unica per il Mezzogiorno di rilanciare la propria economia e attrarre nuovi investimenti. Grazie alle agevolazioni fiscali, alle semplificazioni amministrative e al supporto della Struttura di Missione ZES, le imprese hanno ora a disposizione un ambiente favorevole per crescere e innovare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/la-zona-economica-speciale-zes-unica/">La Zona Economica Speciale (ZES) Unica</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è e a cosa serve un business plan</title>
		<link>https://abifin.it/cose-e-a-cosa-serve-un-business-plan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 12:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti dei contributi a fondo perduto offerti ad aziende e start-up da enti pubblici e privati sono subordinati all&#8217;approvazione di un business plan. A seconda della tipologia di bando, questo documento può essere il nucleo centrale della domanda presentata dai potenziali beneficiari. Un business plan è un piano aziendale completo che racchiude tutte le informazioni più significative sullo stato dell&#8217;azienda e sulle strategie pianificate per il futuro a breve e lungo termine. Nel mondo della finanza agevolata questo illustra anche il dettaglio di come le azioni di progetto vengono portate avanti, oltre che a elencare le coperture necessarie. In questo documento si possono individuare diverse sezioni, ad esempio: Descrizione sintetica della società e dei prodotti o servizi offerti; Analisi del mercato di riferimento e dei principali competitor; Descrizione del gruppo dirigente; Analisi economica; Descrizione del piano volto a raggiungere gli obiettivi Proiezione economico-finanziaria del suddetto piano Specifici bandi possono richiedere altre sezioni ed informazioni a seconda del caso particolare. Abifin offre consulenze alle imprese per individuare i bandi aperti più adatti al tipo di investimento ricercato, ottimizzando la qualità della progettazione e le possibilità di successo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti dei contributi a fondo perduto offerti ad aziende e start-up da enti pubblici e privati sono subordinati all&#8217;approvazione di un business plan. A seconda della tipologia di bando, questo documento può essere il nucleo centrale della domanda presentata dai potenziali beneficiari.</p>
<p>Un business plan è un piano aziendale completo che racchiude tutte le informazioni più significative sullo stato dell&#8217;azienda e sulle strategie pianificate per il futuro a breve e lungo termine. Nel mondo della finanza agevolata questo illustra anche il dettaglio di come le azioni di progetto vengono portate avanti, oltre che a elencare le coperture necessarie.</p>
<p>In questo documento si possono individuare diverse sezioni, ad esempio:</p>
<ul>
<li>Descrizione sintetica della società e dei prodotti o servizi offerti;</li>
<li>Analisi del mercato di riferimento e dei principali competitor;</li>
<li>Descrizione del gruppo dirigente;</li>
<li>Analisi economica;</li>
<li>Descrizione del piano volto a raggiungere gli obiettivi</li>
<li>Proiezione economico-finanziaria del suddetto piano</li>
</ul>
<p>Specifici bandi possono richiedere altre sezioni ed informazioni a seconda del caso particolare.</p>
<p><b>Abifin</b> offre consulenze alle imprese per individuare i bandi aperti più adatti al tipo di investimento ricercato, ottimizzando la qualità della progettazione e le possibilità di successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/cose-e-a-cosa-serve-un-business-plan/">Cos&#8217;è e a cosa serve un business plan</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando arrivano i fondi di un bando vinto?</title>
		<link>https://abifin.it/quando-arrivano-i-fondi-di-un-bando-vinto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 12:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=9420</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il vostro growth advisor aziendale ha dedicato il bando di finanziamento perfetto per la vostra organizzazione, avete appurato di soddisfare tutti i requisiti, avete inviato il progetto all&#8217;ente finanziatore e avete ottenuto il finanziamento. E ora? Quando riceverete i fondi ottenuti? Il momento di erogazione dei fondi dipende dal tipo di bando, dall&#8217;ente gestore e dall&#8217;entità dell&#8217;importo, ma la maggior parte delle casistiche rientra nei seguenti punti: 1- Erogazione alla rendicontazione Nella maggior parte dei bandi per aziende, i contributi a fondo perduto coprono solo parzialmente le spese di progetto e sono erogati alla fine dello stesso, previa rendicontazione delle spese ricevute. Per questo gli imprenditori che intendono effettuare investimenti sfruttando i vantaggi della finanza agevolata devono, in molti casi, essere pronti a vedere uno scarto di alcuni mesi tra il provvedimento di aggiundicamento e l&#8217;effettiva erogazione dei fondi. 2- Anticipo + saldo Questa formula è diffusa sia nei bandi per aziende che per associazioni, e consiste nell&#8217;erogazione di una prima tranche di contributi all&#8217;aggiudicazione del bando per poi procedere al saldo una volta terminato il progetto. Questa modalità è pensata per fornire ai beneficiari parte della liquidità necessaria alla realizzazione dell&#8217;investimento. 3-  Erogazione alla concessione del contributo Questa opzione è quasi sempre riservata ai bandi per associazioni, per permettere la realizzazione di progetti anche agli enti che non avrebbero la possibilità di anticipare l&#8217;intero costo dell&#8217;iniziativa. Anche i finanziamenti a tasso agevolato per imprese sono erogati alla concessione del contributo. 4- Credito d&#8217;imposta Il credito d&#8217;imposta ha meccanismi di funzionamento diversi rispetto ai contributi a fondo perduto. Innanzitutto, non esiste una procedura di assegnazione dei fondi, ma ogni beneficiario che rientra nei requisiti può automaticamente beneficiare delle agevolazioni. In secondo luogo, i contributi non vengono erogati, ma vanno a diminuire l&#8217;ammontare delle imposte dovute al fisco. &#160; Il mondo della finanza agevolata presenta molteplici sfaccettature e ciascuna organizzazione può trovare la tipologia di bandi più adatta al raggiungimento dei suoi obiettivi. Contatta il nostro ufficio e raccontaci della tua impresa per scoprire quali fanno al caso vostro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/quando-arrivano-i-fondi-di-un-bando-vinto/">Quando arrivano i fondi di un bando vinto?</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vostro <a href="https://abifin.it/growth-advisor/">growth advisor</a> aziendale ha dedicato il bando di finanziamento perfetto per la vostra organizzazione, avete appurato di soddisfare tutti i requisiti, avete inviato il progetto all&#8217;ente finanziatore e avete ottenuto il finanziamento. E ora? Quando riceverete i fondi ottenuti?</p>
<p>Il momento di erogazione dei fondi dipende dal tipo di bando, dall&#8217;ente gestore e dall&#8217;entità dell&#8217;importo, ma la maggior parte delle casistiche rientra nei seguenti punti:</p>
<h2>1- Erogazione alla rendicontazione</h2>
<p>Nella maggior parte dei bandi per aziende, i contributi a fondo perduto coprono solo parzialmente le spese di progetto e sono erogati alla fine dello stesso, previa rendicontazione delle spese ricevute. Per questo gli imprenditori che intendono effettuare investimenti sfruttando i vantaggi della finanza agevolata devono, in molti casi, essere pronti a vedere uno scarto di alcuni mesi tra il provvedimento di aggiundicamento e l&#8217;effettiva erogazione dei fondi.</p>
<h2>2- Anticipo + saldo</h2>
<p>Questa formula è diffusa sia nei bandi per aziende che per associazioni, e consiste nell&#8217;erogazione di una prima tranche di contributi all&#8217;aggiudicazione del bando per poi procedere al saldo una volta terminato il progetto. Questa modalità è pensata per fornire ai beneficiari parte della liquidità necessaria alla realizzazione dell&#8217;investimento.</p>
<h2>3-  Erogazione alla concessione del contributo</h2>
<p>Questa opzione è quasi sempre riservata ai bandi per associazioni, per permettere la realizzazione di progetti anche agli enti che non avrebbero la possibilità di anticipare l&#8217;intero costo dell&#8217;iniziativa. Anche i <a href="https://abifin.it/i-finanziamenti-agevolati-per-pmi/">finanziamenti a tasso agevolato per imprese</a> sono erogati alla concessione del contributo.</p>
<h2>4- Credito d&#8217;imposta</h2>
<p><a href="https://abifin.it/quali-differenze-tra-fondo-perduto-e-credito-dimposta/">Il credito d&#8217;imposta</a> ha meccanismi di funzionamento diversi rispetto ai contributi a fondo perduto. Innanzitutto, non esiste una procedura di assegnazione dei fondi, ma ogni beneficiario che rientra nei requisiti può automaticamente beneficiare delle agevolazioni. In secondo luogo, i contributi non vengono erogati, ma vanno a diminuire l&#8217;ammontare delle imposte dovute al fisco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mondo della finanza agevolata presenta molteplici sfaccettature e ciascuna organizzazione può trovare la tipologia di bandi più adatta al raggiungimento dei suoi obiettivi. <a href="mailto:info@abifin.it">Contatta il nostro ufficio</a> e raccontaci della tua impresa per scoprire quali fanno al caso vostro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/quando-arrivano-i-fondi-di-un-bando-vinto/">Quando arrivano i fondi di un bando vinto?</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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		<item>
		<title>I finanziamenti agevolati per PMI</title>
		<link>https://abifin.it/i-finanziamenti-agevolati-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 14:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=9372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dei bandi nazionali di finanziamento rivolti a Piccole e Medie Imprese, si distinguono quelli che offrono crediti d&#8217;imposta, contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato. Questi ultimi rappresentano una risorsa vitale per il tessuto economico italiano. Questi strumenti di finanza agevolata sono progettati per sostenere le PMI nel loro percorso di crescita e innovazione, offrendo loro l’opportunità di accedere a capitali a condizioni favorevoli. Rispetto ai bandi che concedono contributi a fondo perduto, quelli di finanziamento a tasso agevolato prevedono solitamente stanziamenti maggiori per progetti innovativi più onerosi o spalmati su diverse annualità. I finanziamenti a tasso agevolato hanno condizioni più vantaggiose rispetto ai prestiti tradizionali, con tassi di interesse nulli o inferiori al mercato e spesso con periodi di grazia prima dell’inizio della restituzione. Ecco alcuni esempi di enti che offrono ciclicamente finanziamenti a tasso agevolato: Simest Molti dei bandi offerti da Simest coniugano contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Ad esempio il bando Fiere 2023 ha offerto un finanziamento della durata di 4 anni allo 0.5% più un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili di progetto. Fondo EnERgia Il fondo EnERgia offre ciclicamente finanziamenti a tasso zero sul 75% delle spese ammissibili per progetti di efficientamento energetico delle imprese, fino a 1 milione di euro. Il restante importo è finanziato a un tasso pari all&#8217;euribor a 6 mesi + spread massimo del 4,99%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/i-finanziamenti-agevolati-per-pmi/">I finanziamenti agevolati per PMI</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dei bandi nazionali di finanziamento rivolti a Piccole e Medie Imprese, si distinguono quelli che offrono <strong>crediti d&#8217;imposta, contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso agevolato</strong>. Questi ultimi rappresentano una risorsa vitale per il tessuto economico italiano. Questi strumenti di finanza agevolata sono progettati per sostenere le PMI nel loro percorso di crescita e innovazione, offrendo loro l’opportunità di accedere a capitali a condizioni favorevoli.</p>
<p>Rispetto ai bandi che concedono contributi a fondo perduto, quelli di finanziamento a tasso agevolato prevedono solitamente stanziamenti maggiori per progetti innovativi più onerosi o spalmati su diverse annualità. I finanziamenti a tasso agevolato hanno condizioni più vantaggiose rispetto ai prestiti tradizionali, con tassi di interesse nulli o inferiori al mercato e spesso con periodi di grazia prima dell’inizio della restituzione.</p>
<p>Ecco alcuni esempi di enti che offrono ciclicamente finanziamenti a tasso agevolato:</p>
<h4><strong>Simest</strong></h4>
<p>Molti dei bandi offerti da <a href="https://www.simest.it/">Simest</a> coniugano contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Ad esempio il bando <a href="https://abifin.it/bando/bando-fiere-2023-simest/">Fiere 2023</a> ha offerto un finanziamento della durata di 4 anni allo 0.5% più un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili di progetto.</p>
<h4><strong>Fondo EnERgia</strong></h4>
<p>Il <a href="https://fondoenergia.artigiancredito.it/">fondo EnERgia</a> offre ciclicamente finanziamenti a tasso zero sul <a href="https://abifin.it/bando/fondo-energia-emilia-romagna/">75% delle spese ammissibili</a> per progetti di efficientamento energetico delle imprese, fino a 1 milione di euro. Il restante importo è finanziato a un tasso pari all&#8217;euribor a 6 mesi + spread massimo del 4,99%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/i-finanziamenti-agevolati-per-pmi/">I finanziamenti agevolati per PMI</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le fiere internazionali</title>
		<link>https://abifin.it/le-fiere-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 10:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=9035</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le fiere internazionali rappresentano una vetrina di portata mondiale per aziende e professionisti che desiderano espandere la loro rete commerciale, presentare innovazioni e rafforzare il proprio brand. In un mondo sempre più globalizzato, queste manifestazioni assumono un ruolo cruciale nel tessuto economico e culturale dei paesi ospitanti e dei partecipanti. L’Importanza delle Fiere Internazionali Le fiere internazionali sono molto più di semplici eventi commerciali; sono piattaforme dinamiche dove si intrecciano relazioni professionali, si scambiano conoscenze e si forgiano alleanze strategiche. Per le aziende partecipanti, una fiera internazionale può significare l’accesso a nuovi mercati, la possibilità di incontrare faccia a faccia clienti e fornitori, e l’opportunità di osservare da vicino le tendenze del settore e la concorrenza. Quali fiere si qualificano come internazionali? Le fiere internazionali non sono necessariamente svolte all’estero. Anche determinate fiere allestite in Italia rispondono ai criteri di fiera internazionale (Certificazione ISO 25639). L’elenco di queste è consultabile sul portale Calendario Fiere Internazionali 2024. Questa categorizzazione può sembrare superflua, ma risulta di particolare importanza nell’ambito della finanza agevolata, dove spesso solo le aziende che partecipano a fiere certificate come internazionali possono ottenere contributi a fondo perduto per sostenere i loro piani di penetrazione sui mercati esteri. Networking e Collaborazioni Uno degli aspetti più stimolanti delle fiere internazionali è il networking. Professionisti da tutto il mondo si riuniscono in un unico luogo, condividendo idee, progetti e visioni. Questo ambiente collaborativo è il terreno fertile per nuove partnership e collaborazioni che possono trascendere i confini nazionali e dare vita a progetti innovativi e di successo. Innovazione e Tecnologia Le fiere internazionali sono spesso all’avanguardia in termini di innovazione e tecnologia. Gli espositori sfruttano queste occasioni per lanciare nuovi prodotti e servizi, sperimentando in tempo reale le reazioni del pubblico e dei potenziali acquirenti. Per i visitatori, è un’occasione unica per scoprire le ultime novità e rimanere aggiornati sulle evoluzioni del proprio campo. Il Futuro delle Fiere Internazionali Il futuro delle fiere internazionali sembra orientato verso una maggiore integrazione tra esperienza fisica e digitale. La pandemia di COVID-19 ha accelerato questo processo, mostrando come le tecnologie virtuali possano ampliare la portata e l’accessibilità degli eventi. Le fiere sono oggi sempre più ibride e combinano il meglio dei mondi fisico e digitale per creare esperienze ancora più coinvolgenti e produttive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/le-fiere-internazionali/">Le fiere internazionali</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le fiere internazionali rappresentano una vetrina di portata mondiale per aziende e professionisti che desiderano espandere la loro rete commerciale, presentare innovazioni e rafforzare il proprio brand. In un mondo sempre più globalizzato, queste manifestazioni assumono un ruolo cruciale nel tessuto economico e culturale dei paesi ospitanti e dei partecipanti.</span></p>
<p><b>L’Importanza delle Fiere Internazionali</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le fiere internazionali sono molto più di semplici eventi commerciali; sono piattaforme dinamiche dove si intrecciano relazioni professionali, si scambiano conoscenze e si forgiano alleanze strategiche. Per le aziende partecipanti, una fiera internazionale può significare l’accesso a nuovi mercati, la possibilità di incontrare faccia a faccia clienti e fornitori, e l’opportunità di osservare da vicino le tendenze del settore e la concorrenza.</span></p>
<p><b>Quali fiere si qualificano come internazionali?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le fiere internazionali non sono necessariamente svolte all’estero. <strong>Anche determinate fiere allestite in Italia rispondono ai criteri di fiera internazionale</strong> (Certificazione ISO 25639). L’elenco di queste è consultabile sul portale </span><a href="https://calendariofiereinternazionali.it/"><span style="font-weight: 400;">Calendario Fiere Internazionali 2024</span></a><span style="font-weight: 400;">. Questa categorizzazione può sembrare superflua, ma risulta di particolare importanza nell’ambito della finanza agevolata, dove spesso solo le aziende che partecipano a fiere certificate come internazionali possono ottenere contributi a fondo perduto per sostenere i loro piani di penetrazione sui mercati esteri.</span></p>
<p><b>Networking e Collaborazioni</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno degli aspetti più stimolanti delle fiere internazionali è il networking. Professionisti da tutto il mondo si riuniscono in un unico luogo, condividendo idee, progetti e visioni. Questo ambiente collaborativo è il terreno fertile per nuove partnership e collaborazioni che possono trascendere i confini nazionali e dare vita a progetti innovativi e di successo.</span></p>
<p><b>Innovazione e Tecnologia</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le fiere internazionali sono spesso all’avanguardia in termini di innovazione e tecnologia. Gli espositori sfruttano queste occasioni per lanciare nuovi prodotti e servizi, sperimentando in tempo reale le reazioni del pubblico e dei potenziali acquirenti. Per i visitatori, è un’occasione unica per scoprire le ultime novità e rimanere aggiornati sulle evoluzioni del proprio campo.</span></p>
<p><b>Il Futuro delle Fiere Internazionali</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il futuro delle fiere internazionali sembra orientato verso una maggiore integrazione tra esperienza fisica e digitale. La pandemia di COVID-19 ha accelerato questo processo, mostrando come le tecnologie virtuali possano ampliare la portata e l’accessibilità degli eventi. Le fiere sono oggi sempre più ibride e combinano il meglio dei mondi fisico e digitale per creare esperienze ancora più coinvolgenti e produttive.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/le-fiere-internazionali/">Le fiere internazionali</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le differenze tra ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche)</title>
		<link>https://abifin.it/le-differenze-tra-asd-associazioni-sportive-dilettantistiche-e-ssd-societa-sportive-dilettantistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 15:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=9019</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ASD e le SSD sono due forme giuridiche che consentono di svolgere attività sportive, ma presentano alcune differenze significative, nonostante, in finanza agevolata, possano spesso avere accesso alle medesime opportunità di finanziamento. In questo blog post, esploreremo le caratteristiche distintive di entrambe le strutture. 1. ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) Le ASD sono enti non commerciali che promuovono lo sport dilettantistico. Ecco alcune delle loro principali caratteristiche: Senza Scopo di Lucro Le ASD devono operare senza scopo di lucro. La pratica sportiva è al centro delle loro attività, e qualsiasi guadagno deve essere reinvestito nell’associazione stessa. Responsabilità Patrimoniale I soggetti che agiscono a nome e per conto dell’associazione sono personalmente responsabili dal punto di vista patrimoniale. Ciò significa che, in caso di controversie o richieste di risarcimento, i beni personali dei membri dell’ASD possono essere coinvolti. Partecipazione Democratica Le ASD devono essere gestite in modo democratico. Le decisioni importanti riguardanti l’associazione vengono prese attraverso un processo partecipativo che coinvolge tutti i membri. 2. SSD (Società Sportiva Dilettantistica) Le SSD, a differenza delle ASD, possono essere società di capitali o cooperative. Vediamo le loro caratteristiche principali: Autonomia Patrimoniale Le SSD godono di autonomia patrimoniale. Ciò significa che il patrimonio dell’ente è separato da quello dei soci. In caso di controversie o debiti, la responsabilità dei soci è limitata al capitale conferito. Responsabilità Limitata dei Soci A differenza delle ASD, i soci delle SSD non sono personalmente responsabili per l’ente. La loro responsabilità è circoscritta alla quota di capitale che hanno investito. Proprietà e Gestione Le SSD sono società di capitali senza scopo di lucro. La proprietà dell’ente è detenuta dai soci che possiedono la quota di maggioranza del capitale sociale. Questo consente una maggiore flessibilità nella gestione e nell’organizzazione delle attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/le-differenze-tra-asd-associazioni-sportive-dilettantistiche-e-ssd-societa-sportive-dilettantistiche/">Le differenze tra ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche)</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ASD e le SSD sono due forme giuridiche che consentono di svolgere attività sportive, ma presentano alcune differenze significative, nonostante, in finanza agevolata, possano spesso avere accesso alle medesime <a href="https://abifin.it/nonprofit-bandi/">opportunità di finanziamento.</a></p>
<p>In questo blog post, esploreremo le caratteristiche distintive di entrambe le strutture.</p>
<h2><strong>1. ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica)</strong></h2>
<p>Le ASD sono enti non commerciali che promuovono lo sport dilettantistico. Ecco alcune delle loro principali caratteristiche:</p>
<h3><strong>Senza Scopo di Lucro</strong></h3>
<p>Le ASD devono operare senza scopo di lucro. La pratica sportiva è al centro delle loro attività, e qualsiasi guadagno deve essere reinvestito nell’associazione stessa.</p>
<h3><strong>Responsabilità Patrimoniale</strong></h3>
<p>I soggetti che agiscono a nome e per conto dell’associazione sono personalmente responsabili dal punto di vista patrimoniale. Ciò significa che, in caso di controversie o richieste di risarcimento, i beni personali dei membri dell’ASD possono essere coinvolti.</p>
<h3><strong>Partecipazione Democratica</strong></h3>
<p>Le ASD devono essere gestite in modo democratico. Le decisioni importanti riguardanti l’associazione vengono prese attraverso un processo partecipativo che coinvolge tutti i membri.</p>
<h2><strong>2. SSD (Società Sportiva Dilettantistica)</strong></h2>
<p>Le SSD, a differenza delle ASD, possono essere società di capitali o cooperative. Vediamo le loro caratteristiche principali:</p>
<h3><strong>Autonomia Patrimoniale</strong></h3>
<p>Le SSD godono di autonomia patrimoniale. Ciò significa che il patrimonio dell’ente è separato da quello dei soci. In caso di controversie o debiti, la responsabilità dei soci è limitata al capitale conferito.</p>
<h3><strong>Responsabilità Limitata dei Soci</strong></h3>
<p>A differenza delle ASD, i soci delle SSD non sono personalmente responsabili per l’ente. La loro responsabilità è circoscritta alla quota di capitale che hanno investito.</p>
<h3><strong>Proprietà e Gestione</strong></h3>
<p>Le SSD sono società di capitali senza scopo di lucro. La proprietà dell’ente è detenuta dai soci che possiedono la quota di maggioranza del capitale sociale. Questo consente una maggiore flessibilità nella gestione e nell’organizzazione delle attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/le-differenze-tra-asd-associazioni-sportive-dilettantistiche-e-ssd-societa-sportive-dilettantistiche/">Le differenze tra ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e SSD (Società Sportive Dilettantistiche)</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;Piano transizione 5.0&#8221;</title>
		<link>https://abifin.it/il-piano-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abikom]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 14:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://abifin.it/?p=8869</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo decreto “Piano transizione 5.0”, approvato lo scorso febbraio dal Consiglio dei Ministri, incoraggia gli investimenti nella digitalizzazione e transizione green delle imprese italiane. Il meccanismo di incentivazione è quello dei crediti d’imposta.  Il piano è finanziato, per il biennio 2024-2025, con ben 13 miliardi di euro. Tra gli investimenti finanziati rientrano: investimenti in beni materiali e immateriali, volti a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili spese per la formazione dei dipendenti per acquisire le competenze necessarie al rinnovamento dei processi di digitalizzazione e transizione energetica Il vantaggio fornito dai meccanismi del credito d’imposta consiste nel non dover partecipare a bandi. Il contributo, inteso come compensazione del credito spettante, è automaticamente assegnato alle imprese beneficiarie. Altro aspetto interessante è che la misura non discrimina in base alla dimensione dell’impresa e alla collocazione geografica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/il-piano-transizione-5-0/">Il &#8220;Piano transizione 5.0&#8221;</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo decreto “<a href="https://abifin.it/piano-transizione-5-0/">Piano transizione 5.0</a>”, approvato lo scorso febbraio dal Consiglio dei Ministri, incoraggia gli investimenti nella digitalizzazione e transizione green delle imprese italiane. Il meccanismo di incentivazione è quello dei crediti d’imposta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il piano è finanziato, per il biennio 2024-2025, con ben 13 miliardi di euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli investimenti finanziati rientrano:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">investimenti in beni materiali e immateriali, volti a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3%</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">spese per la formazione dei dipendenti per acquisire le competenze necessarie al rinnovamento dei processi di digitalizzazione e transizione energetica</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vantaggio fornito dai meccanismi del <a href="https://abifin.it/quali-differenze-tra-fondo-perduto-e-credito-dimposta/">credito d’imposta</a> consiste nel non dover partecipare a bandi. Il contributo, inteso come compensazione del credito spettante, è automaticamente assegnato alle imprese beneficiarie. Altro aspetto interessante è che la misura non discrimina in base alla dimensione dell’impresa e alla collocazione geografica. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://abifin.it/il-piano-transizione-5-0/">Il &#8220;Piano transizione 5.0&#8221;</a> proviene da <a href="https://abifin.it">Abifin</a>.</p>
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