Una lettura superficiale dei bandi e delle loro condizioni di agevolazione può portare a risultati molto spiacevoli. Il peggiore tra questi è investire tempo e denaro nella compilazione di una domanda che, per negligenza o approssimazione, non può essere ammessa al finanziamento.
Ecco alcuni degli errori più comuni da evitare durante la compilazione di una domanda di contributo:
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Investimento non finanziato dal bando:
Uno degli errori più frequenti è quello di riportare tra le spese voci non finanziabili. Per questo è importante conoscere nel dettaglio le spese ammesse da ciascun bando assicurandosi che coincidano con il progetto che volete realizzare.
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Dimensioni aziendali:
Molti bandi sono riservati a Micro, Piccole o Medie Imprese. Queste categorie sono individuati da parametri rigidi, come il fatturato, il numero di dipendenti, e l’analisi delle quote di partecipazione aziendale.
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Business plan carente:
La compilazione di un business plan accurato, che descriva nel dettaglio le modalità di realizzazione del progetto proposto è il punto cardine della quasi totalità dei bandi più appetibili per le aziende. Un business plan approssimativo è uno dei motivi più frequenti di non ammissione.
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Documentazione mancante:
Può sembrare banale, ma prima dell’invio della domanda è bene assicurarsi che tutta la documentazione sia presente e compilata secondo quanto previsto dal bando. Lo stesso vale in fase di rendicontazione.
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Investimento minimo:
Molti bandi prevedono un investimento minimo di progetto. Questo per le aziende è quasi sempre considerato come esente iva. Per questo occorre fare attenzione al computo totale delle spese inserite per l’ottenimento del contributo a fondo perduto.