Icona Iperammortamento - Nuovo Piano transizione 5.5 di Abifin Srl di Carpi (MO)

IPERammortamento

Nuovo Piano transizione 5.0: la maxi deduzione per beni 4.0 e impianti da fonti rinnovabili

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IPER ammortamento

Nuovo Piano transizione 5.0: la maxi deduzione per beni 4.0 e impianti da fonti rinnovabili

Aggiornato il 25 settembre 2026

L’iperammortamento 2026 è la misura fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 che aumenta, ai soli fini dell’imposta sul reddito, il costo dei beni strumentali nuovi 4.0 e degli impianti di energia rinnovabile destinati all’autoconsumo. Si applica agli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e richiede una procedura di notifica al GSE.

L'Iperammortamento in sintesi

Una maggiorazione del costo dei beni riconosciuta esclusivamente ai fini fiscali, che aumenta le quote di ammortamento deducibili L. 199/2025, art. 1, commi 427–436.

Accessibilità

Imprese residenti in Italia e stabili organizzazioni di soggetti esteri, di qualsiasi forma giuridica, dimensione e settore.

Beni

Beni materiali e immateriali 4.0 degli Allegati IV e V, interconnessi, e impianti da fonti rinnovabili per l'autoconsumo.

Periodo

Investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con comunicazione di completamento al GSE entro il 15 novembre 2028.

Misura

Maggiorazione del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, del 50% oltre 10 e fino a 20 milioni.

Procedura

Comunicazioni al GSE in tre fasi (preventiva, conferma, completamento) più due comunicazioni periodiche ogni anno. 

Documenti

Perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, come previsto dal decreto attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026.

Cos'è l'iperammortamento

L’iperammortamento è l’agevolazione fiscale della Legge di Bilancio 2026 che maggiora, ai soli fini delle imposte sui redditi, il costo dei beni strumentali nuovi 4.0 e degli impianti da fonti rinnovabili per l’autoconsumo: l’impresa deduce quote di ammortamento più alte e riduce le imposte negli anni in cui ammortizza il bene.

In pratica, il bene rimane in bilancio al suo costo reale. La maggiorazione compare solo nella dichiarazione dei redditi, come deduzione extracontabile: si tratta di una maxi deduzione fiscale di importo elevato distribuita lungo gli anni di ammortamento, non di un contributo in denaro.

Consulente di Abifin che spiega a un imprenditore il nuovo piano transizione 5.0 chiamato Iperammortamento 2026

Il Nuovo Piano Transizione 5.0 o Iperammortamento, vale anche per i beni in leasing: in questo caso la maggiorazione non aumenta le quote di ammortamento, ma la deduzione dei canoni di leasing. 

L’agevolazione riduce l’imponibile delle sole imposte sui redditi; IRES o IRPEF, a seconda della forma dell’impresa, ma non ha effetti sull’IRAP.

La misura ha una copertura ampia: per gli investimenti dal 2026 al 2028 il MIMIT ha annunciato quasi 10 miliardi di euro di risorse nazionali, come si legge nell’annuncio del MIMIT sull’apertura della piattaforma. Il quadro completo è sulla pagina ufficiale del MIMIT sul Nuovo Piano Transizione 5.0.

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Iperammortamento e credito d'imposta: le differenze

Crediti d'imposta 4.0 e 5.0 Iperammortamento
Natura del beneficio
Credito d’imposta
Maggiorazione del costo del bene, riconosciuta solo ai fini fiscali
Come si utilizza
In compensazione nel modello F24
In dichiarazione dei redditi, con quote di ammortamento o canoni di leasing più alti
Per i nuovi investimenti
Sostituiti dall’iperammortamento
Investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028

Il nome Transizione 5.0, però, non sparisce. MIMIT e GSE chiamano ancora il piano e la piattaforma «Nuovo Piano Transizione 5.0» (sigla NPTR5), per continuità con i piani precedenti, come si vede nella scheda del GSE sul Nuovo Piano Transizione 5.0. Chi oggi cerca «Transizione 5.0» per un nuovo investimento sta cercando, di fatto, l’iperammortamento.

Quanto vale: esempio di calcolo

La maggiorazione varia in base all’importo dell’investimento e viene applicata a scaglioni: ogni percentuale si applica esclusivamente alla parte dell’investimento che rientra nella rispettiva fascia.

Fascia di investimento Maggiorazione Ogni 100€ investiti
Fino a 2,5 milioni €
180%
280 € da ammortizzare
Da 2,5 a 10 milioni €
100%
200 € da ammortizzare
Da 10 a 20 milioni €
50%
150 € da ammortizzare

Come si legge la tabella: in un investimento fino a 2,5 milioni, ogni 100 euro spesi diventano, ai fini fiscali, 280 euro di costo su cui calcolare le quote di ammortamento deducibili. Oltre questa soglia le fasce si sommano: su un investimento da 3 milioni, i primi 2,5 milioni sono maggiorati del 180% e i restanti 500.000 euro del 100%.

Gli scaglioni sono gli stessi per i beni 4.0 e per gli impianti da fonti rinnovabili e si applicano agli investimenti completati in ciascun anno.

Un esempio su un investimento da 100.000 euro

Un macchinario 4.0 da 100.000 euro rientra nello scaglione del 180%: ai fini fiscali viene considerato come se costasse 280.000 euro. L’azienda deduce quindi quote di ammortamento più alte e paga meno imposte, negli anni in cui ammortizza il bene e se in quegli anni ha utili.

Il 180% non è il risparmio: è l’aumento del costo su cui si calcolano le deduzioni. Quanto vale in euro per la tua azienda dipende dalle imposte che pagherà in quegli anni.

Quando conviene: alla tua azienda

La norma è uguale per tutti, il vantaggio no. Tre condizioni fanno la differenza.

Consulente esperto nell'Iperammortamento 2026 di Abifin Srl che spiega la differenza con la Transizione 5.0

Cumulabilità

L’iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni relative agli stessi beni, come la «Nuova Sabatini», a condizione che gli aiuti non coprano le stesse quote del costo e non superino il costo sostenuto. 

Gli altri contributi ricevuti per gli stessi beni riducono la base su cui viene calcolato l’incremento. Tuttavia, non si somma al credito d’imposta 4.0 per gli investimenti che ne beneficiano in virtù della normativa del 2025. 

Reddito

L’iperammortamento riduce le imposte solo se l’azienda dispone di una base imponibile negli anni di ammortamento. Se utili sono modesti o si registrano perdite, il vantaggio si riduce o viene rinviato nel tempo. In tal caso, è opportuno valutare anche altri strumenti, partendo dallo Studio d’impresa e dalla ricerca delle giuste agevolazioni per la tua azienda.

Tempi

Già nella notifica preventiva occorre indicare, per ciascun bene, la data prevista di completamento e quella di interconnessione. Dopo aver ricevuto una risposta positiva, si hanno a disposizione 60 giorni per confermare l’investimento, avendo già versato almeno il 20% del costo di ogni bene, e tutto deve essere completato entro e non oltre il 30 settembre 2028.

Quanto vale
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Chi può accedere: i requisiti

Possono beneficiare di questa misure le imprese residenti in Italia e le permanenti di soggetti esteri, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dalle dimensioni, dal settore di attività e dalle modalità di determinazione del reddito; gli investimenti devono essere destinati a impianti produttivi situati in Italia.

Per chi accede avvalendosi di questa agevolazione, il beneficio sarà concesso solo se l’impresa rispetta la normativa in materia di sicurezza sul lavoro ed è in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono escluse:

  • le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione amministrativa coatta o procedura concorsuale senza continuità aziendale;
  • le aziende  sottoposte ad altre procedure concorsuali o con un procedimento in corso per la dichiarazione di una di queste situazioni;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Quali beni: rientrano nel iperammortamento

La misura riguarda beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive in Italia, divisi in tre famiglie elencate negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 e nel decreto attuativo. Dal 1° gennaio 2026 i beni possono essere prodotti anche fuori dall’Unione europea, dopo le modifiche del decreto-legge 38/2026

Macchine e impianti

Sono inclusi, se rispettano i requisiti tecnici, beni come macchine utensili a controllo numerico, robot collaborativi e magazzini automatizzati interconnessi. 

Software e piattaforme digitali

Sono inclusi software e piattaforme come sistemi MES e SCADA, software di manutenzione predittiva, soluzioni di cybersecurity e applicazioni di IA. Rientrano anche i software acquistati in licenza e capitalizzati, mentre i software in abbonamento (Saas) restano esclusi.

Rinnovabili per l'autoconsumo

Rientrano gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili destinati all'autoconsumo, anche a distanza, con i relativi sistemi di accumulo.

Per questi investimenti il decreto attuativo fissa alcuni limiti precisi:

  • Dimensione: l’impianto elettrico non può produrre più del 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi dell’anno precedente.
  • Posizione: l’impianto può trovarsi anche su un terreno diverso da quello della struttura produttiva, se è collegato alla rete tramite un punto di prelievo della stessa struttura.
  • Spesa agevolabile: per gli impianti elettrici e i sistemi di accumulo il decreto stabilisce un costo massimo per kW di potenza, diverso per fonte e taglia, e un rapporto massimo tra accumulo e impianto. La maggiorazione si applica solo alla spesa che rientra in questi limiti.
  • Moduli fotovoltaici: sono ammessi solo i moduli delle tipologie indicate dalla legge e iscritte nel Registro dei moduli fotovoltaici. Per questi moduli restano i requisiti specifici previsti dalla legge, che il decreto-legge 38/2026 non ha modificato.

Per questo un impianto fotovoltaico va dimensionato e preventivato sui limiti del decreto prima dell’ordine, non dopo.

Il requisito che decide tutto: l'interconnessione

L'interconnessione è il collegamento del bene al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, che gli permette di scambiare dati e istruzioni. È la condizione senza la quale il bene non accede al beneficio, e per questo a certificarla è la perizia tecnica asseverata: la scheda del fornitore, da sola, non basta a dimostrarla.

Come funziona: la procedura GSE

Per attivare l’iperammortamento, è necessario presentare al GSE una serie di comunicazioni tramite la piattaforma NPTR5, nell’Area Clienti, utilizzando SPID o CIE. Non si tratta di una procedura a sportello: non ci sono liste di classificazione né scadenze fisse, e ogni fase ha i propri termini.

Le istruzioni sono disponibili nella pagina dedicata all’accesso alla piattaforma del GSE.

La piattaforma è attiva dal 12 giugno 2026 per le comunicazioni preventive, come stabilito dal decreto direttivo del 10 giugno 2026, e dal 21 luglio 2026 per le notifiche di conferma.

Iperammortamento 2026 gestito da Abifin. Misura che include anche il fotovoltaico per autoconsumo aziendale
A di Abifin Srl

Comunicazione preventiva

Con questa comunicazione l'impresa prenota gli investimenti, con una o più comunicazioni per ciascuna struttura produttiva. Per ogni bene si indicano costo, data prevista di completamento, data di interconnessione o di entrata in esercizio e coefficiente di ammortamento. Entro dieci giorni il GSE comunica l'esito o chiede integrazioni.

B di Abifin Srl

Comunicazione di conferma

Deve essere inviata entro 60 giorni dalla decisione favorevole e deve attestare il pagamento di almeno il 20% del costo di ciascun bene, con gli estremi delle fatture. Nel caso di beni in leasing, si terrà conto del contratto e dell'ordine firmato dalla società di leasing.

C di Abifin Srl

Comunicazione completamento

Sarà inviato dopo l'interconnessione degli impianti 4.0 o la messa in funzione delle strutture e, in ogni caso, entro il 15 novembre 2028. In questa fase, l'azienda dichiara di disporre della perizia e della certificazione contabile.

A queste si aggiungono ogni anno, dalla prima comunicazione preventiva fino alla fine del periodo di fruizione, due comunicazioni periodiche: entro il 20 gennaio, con investimenti, costi sostenuti e previsione di utilizzo del beneficio; entro il 30 giugno, con il piano di ammortamento.

Il vantaggio fiscale entra in vigore a partire dal periodo d’imposta in cui viene inviata la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione in quello stesso periodo e che il GSE abbia dato esito positivo alle verifiche. Le norme sono stabilite nel decreto attuativo del 7 maggio 2026.

Gli errori che fanno perdere il beneficio

Sono le situazioni che, nella pratica, mettono più spesso a rischio il beneficio:

  • Un costo sottostimato in preventiva. Dopo la comunicazione preventiva il costo di un bene si può solo ridurre, mai aumentare. Se il prezzo finale è più alto di quello comunicato, il beneficio resta calcolato sulla cifra più bassa. Allo stesso modo, un bene non indicato all’inizio non si può aggiungere nelle fasi successive.
  • Un acconto non pianificato. Entro 60 giorni dall’esito positivo della preventiva deve risultare pagato almeno il 20% del costo di ogni bene. Se in quel momento l’acconto non è stato versato, la conferma non si può inviare e la prenotazione decade.
  • Un termine mancato. Ogni comunicazione ha una scadenza precisa: 60 giorni per la conferma, 15 novembre 2028 per il completamento. Se una comunicazione non parte in tempo, la procedura non si perfeziona e il beneficio non spetta.
  • Documenti non conservati. Il beneficio si usa per più anni e per tutto quel periodo può essere controllato dal GSE e dall’Agenzia delle Entrate. Se in quel momento mancano fatture, perizia o certificazione contabile, il beneficio può essere revocato.

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Perizia, certificazione e documenti da conservare

Perizia e certificazione contabile sono la prova che l’investimento rispetta i requisiti: servono prima della comunicazione di completamento e restano necessarie per tutto il periodo in cui ci si avvale del beneficio.

Iperammortamento 2026 decreto attuativo descritto nei documenti ufficiali e riportati nel sito di Abifin Srl
  • Perizia tecnica asseverata: è necessaria per qualsiasi bene, indipendentemente dal valore. Viene redatta da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure da un ente di certificazione accreditato, e attesta le caratteristiche tecniche e l’interconnessione.
  • Certificazione contabile: l’attestazione da parte di un revisore legale o di una società di revisione iscritti all’albo, attestante che le spese sono state effettivamente sostenute e corrispondono alla contabilità.
  • Documenti d’acquisto: fatture, documenti di trasporto, perizie e certificazioni devono essere conservati per le ispezioni del GSE e dell’Agenzia delle Entrate.
  • Dicitura in fattura: non è obbligatoria, ma si raccomanda di indicarla, facendo correttamente riferimento alla L. 199/2025 e non alla precedente normativa 4.0.

Per questo conviene coinvolgere perito e revisore fin dalla comunicazione preventiva: i loro tempi incidono sulla data di completamento, e quindi sul periodo d’imposta da cui il beneficio inizia a decorrere.

Come ti accompagnamo

Da luglio a settembre 2026 abbiamo gestito 27 pratiche di iperammortamento, sempre con lo stesso metodo: quattro passaggi, con ruoli dichiarati.

Numeri di Abifin - 1

Fattibilità e convenienza

Analizziamo il progetto con il fornitore e con le tue risorse tecniche interne, per capire se e quanto beneficio può offrirti l’iperammortamento.

Numeri di Abifin - 2

Verifichiamo i requisiti

Con periti partner abilitati controlliamo i requisiti tecnici dei beni prima dell’ordine, cioè prima dell’impegno economico.

Numeri di Abifin - 3

Comunicazioni al GSE

Impostiamo le comunicazioni e il calendario delle scadenze. Coordiniamo la perizia con il perito e la certificazione contabile con il revisore legale.

Numeri di Abifin - 4

Fino al completamento

Seguiamo le comunicazioni annuali al GSE per tutto il periodo di fruizione e, dove possibile, integriamo altre misure di finanza agevolata.

Abifin Srl Perito tecnico Revisore legale
Valutazione fattibilità, calendario, comunicazioni al GSE, coordinamento
Assevera caratteristiche tecniche e interconnessioni di ogni bene
Certifica che le spese sostenute corrispondano alla realtà

La certificazione contabile può rilasciarla un revisore partner o quello di fiducia della tua azienda

Domande frequenti sul Iperammortamento

Cos'è l'iperammortamento 2026 e come funziona?

È l’agevolazione della Legge di Bilancio 2026 che maggiora, ai soli fini delle imposte sui redditi, il costo dei beni 4.0 e degli impianti da fonti rinnovabili per l’autoconsumo. L’impresa deduce quote di ammortamento più alte negli anni in cui ammortizza il bene, se ha reddito imponibile. Non ha effetti sull’IRAP.

La Transizione 5.0 esiste ancora?

Come credito d’imposta, no: per i nuovi investimenti i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 sono stati sostituiti dall’iperammortamento. MIMIT e GSE chiamano però ancora il piano e la piattaforma «Nuovo Piano Transizione 5.0», per questo i due nomi convivono.

Quanto posso risparmiare con l'iper ammortamento 2026?

Dipende dalle imposte che la tua azienda pagherà negli anni di ammortamento. Nello scaglione fino a 2,5 milioni il fisco considera il bene come se costasse il 280% del prezzo, e su quel valore si calcolano le deduzioni. Il risparmio reale si stima caso per caso, partendo dai tuoi numeri.

Conviene se la mia azienda ha poco utile o è in perdita?

Il vantaggio si usa solo se ci sono utili su cui dedurre: con utili bassi o assenti si riduce o slitta nel tempo. In questi casi conviene valutare anche altri strumenti di finanza agevolata prima di decidere.

Devo fare la comunicazione al GSE prima di ordinare il bene?

Non è obbligatorio: si possono comunicare anche investimenti già avviati dal 1° gennaio 2026, e anche un investimento già completato deve seguire l’intero iter, a partire dalla preventiva. Il punto critico è la conferma: entro 60 giorni dall’esito positivo devi aver pagato almeno il 20% di ogni bene. Per questo conviene impostare la preventiva sui tempi reali dell’ordine.

Posso usare l'iperammortamento per un bene in leasing?

Sì, la maggiorazione vale anche per i canoni di leasing finanziario. Nella comunicazione di conferma, al posto del pagamento del 20% contano la stipula del contratto di leasing e l’ordine di acquisto firmato dalla società concedente.

Serve la perizia anche per beni di valore basso?

Sì: la perizia tecnica asseverata serve per ogni bene, senza soglie di valore. Non esiste più l’autodichiarazione prevista in passato per i beni sotto i 300.000 euro.

Chi rilascia la certificazione contabile?

Un revisore legale o una società di revisione iscritti al registro. L’azienda può incaricare il proprio consulente abilitato oppure rivolgersi a un partner esterno che mettiamo a disposizione.

Posso usarlo insieme alla Nuova Sabatini o ad altri incentivi?

Sì, ma con regole precise: gli aiuti non possono coprire le stesse quote di costo né superare il costo sostenuto, e gli altri contributi ricevuti per gli stessi beni riducono la base della maggiorazione. Non è cumulabile con il credito d’imposta 4.0 per gli investimenti che ne beneficiano in base alla disciplina 2025.

I beni devono essere prodotti in Europa?

No, per la generalità dei beni: il decreto-legge 38/2026 ha eliminato il vincolo di origine UE/SEE per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Per i moduli fotovoltaici restano invece i requisiti specifici previsti dalla legge, che il decreto non ha modificato.

I software in abbonamento (SaaS) rientrano?

Al momento no: rientrano i software acquistati in licenza e capitalizzati. Il Governo ha aperto a una possibile modifica, ma finché non viene approvata l’esclusione resta.

Aderisco al concordato preventivo biennale: posso usarlo?

Sì. Il decreto-legge 38/2026, convertito dalla legge 88/2026, ha reso l’iperammortamento compatibile con il concordato preventivo biennale.

Fino a quando posso investire?

Gli investimenti vanno completati entro il 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento al GSE va inviata entro il 15 novembre 2028.

Cosa succede se vendo il bene durante il periodo di fruizione?

Perdi il beneficio sulle quote residue, e lo stesso accade se trasferisci il bene in una struttura all’estero. Fa eccezione il caso in cui, nello stesso periodo d’imposta, lo sostituisci con un bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.

È una procedura a sportello o con click day?

No. Non ci sono sportello, graduatoria o click day: l’accesso passa dalle comunicazioni al GSE, da inviare nei termini previsti per ciascuna fase.

Riferimenti normativi e fonti

Le informazioni di questa pagina si basano sulle fonti ufficiali elencate qui sotto e sono riviste dall’area tecnica di Abifin.

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